Mirroring
| Anno | 2024 |
|---|---|
| Tecnica | scultura, tecnica mista |
| Dimensione | 70x50x190 cm |
L’opera è un viaggio, tutto interiore, in cui al centro è l’unicità di ognuno di noi. L’unicità si esprime attraverso le differenze e le peculiarità di un essere multiforme, che rispecchiandosi in sé scopre la propria natura caleidoscopica. Per queste differenze c’è uno sguardo estatico e non giudicante. Il mondo è al di fuori, la realtà è dentro di sé. A poco a poco scompaiono timore, confusione, tormento e condizionamenti.
La riscoperta di sé diviene accettazione, affermazione della propria identità unica ed irripetibile. Spazio dunque ai colori, alla libera espressione ed al gioco. Le categorie del passato, che condizionavano, etichettavano e definivano sono alle spalle. Le differenze sono ricchezza di un mondo interiore e della sua rappresentazione verso l’esterno in cui si rispecchia l’armonia dell’universo.
Quest’opera si può pensare come un naturale manifesto dell’accettazione e del riconoscimento di tutte le diversità: dalla neurodivergenza all’orientamento sessuale, dall’etnia alla cultura ed alla lingua; esse coesistono perché è l’armonia cosmica ad essere sintesi del multiforme, come la musica delle sfere di Pitagora, la Naked singularity di Hawkins; prendendo atto di ciò che SIAMO, senza tormentarsi per ciò che “non siamo”, in fondo la felicità è a portata di mano, perché farsela sfuggire!
Vi è una sola condizione per coglierne il senso, l’accostarsi in punta di piedi all’essenza della vita, osservarla senza preconcetti né giudizio. La diversità è dunque ciò che va salvato, come scriveva Claude Levi-Strauss, la ricombinazione dei singolarismi è quel che rende unico il nostro mondo, valorizza le identità e rifugge l’omologazione. Lo specchio restituisce un’immagine di sé, quello dell’anima in tutte le sue profondità: individui UNICI, meravigliosi così come siamo! In entrambi i casi la diversità è meraviglia.









