NowHere
Opera vincitrice del Premio Top Selection Berlin 2025
Testo che accompagna l’opera:
Un’opera, due anime.
Una parola che è assenza — NowHere —
e allo stesso tempo presenza — Now Here.
Ci ricorda che il nostro posto nel mondo
non è un punto sulla mappa,
ma un attimo: l’adesso.
Tra sogni sospesi e cieli da attraversare,
la tecnologia ci spinge a volare,
mentre il passato recente ci ha chiusi dietro pareti trasparenti.
Ma proprio da lì possiamo guardare oltre,
e ritrovare la strada verso noi stessi.
Una mano non per stringere, ma per lasciare andare.
Non per trattenere, ma per sostenere spazio e tempo,
e ritrovarsi, finalmente, nel qui ed ora.
In quel respiro tra un battito e l’altro,
scopriamo che la felicità non è altrove…
è adesso: la luce, la speranza e la felicità raggiunta nel momento presente
— “qui ed ora”.
LuBi
| Anno | 2024 |
|---|---|
| Tecnica | Riuso componenti aeronautici (cyclic command) e Plexiglas sheets |
| Dimensione | 60x80x50(prof.) cm |
Quest’opera racchiude in sé un’anima duale: “NowHere” e “Now Here“; due espressioni che, sebbene possano sembrare simili, racchiudono significati molto diversi. “NowHere“, che evoca un senso di assenza, mancanza di un luogo specifico, quasi come se ci si sentisse persi o disorientati, e “Now Here“, che suggerisce una presenza, un’esistenza nel momento presente e nello spazio.
Questi due significati ci ricordano l’importanza di trovare il nostro posto nel mondo e di apprezzare, ogni minuto di ogni giorno, il presente “qui ed ora”, piuttosto che sentirci smarriti: la Felicità è adesso, perché anche “per sempre” è fatto di tanti “adesso”!
La scelta dei materiali ci invita a riflettere su due aspetti fondamentali della nostra esistenza.
- Da un lato, c’è la nostra inclinazione verso l’innovazione e la tecnologia, che ci spinge a utilizzare elementi aeronautici per gestire il volo, rappresentato dal cyclic command, un’azione attiva che ci porta verso i nostri obiettivi.
- Dall’altro lato, ci troviamo di fronte all’impotenza di fronte ad un nemico invisibile: il Covid-19, capace di annullare i nostri sogni e le nostre aspirazioni, costringendoci a una prigionia, seppur temporanea, resa qui tangibile dalle lastre di Plexiglas delle paratie di protezione che ci hanno circondato sino a non molto tempo fa.
Codesti pensieri hanno dato vita a un’esigenza: raccontare una nuova storia di speranza ed opportunità per ciascuno di noi. Non a caso che questa “prigione” è costituita da un elemento trasparente, attraverso il quale possiamo “vedere fuori”, uscire e riprendere in mano la nostra vita!
Nel frastuono delle nostre giornate, spesso ci sentiamo spinti a controllare ogni dettaglio, a pianificare ogni passo e a voler afferrare tutto. La mano, simbolo di forza e controllo, sostiene la dimensione spazio-temporale che ci permette di connetterci con noi stessi e con il mondo nel “qui ed ora”. È un invito a essere consapevoli dell’opportunità di vivere felicemente e pienamente il presente.
Immagina che la tua mano sostenga il Mondo ed il Cielo con tutte le sue Stelle. Invece di stringere, prova a lasciare andare. Non è un segno di debolezza, ma di libertà. Lasciare andare non significa rinunciare; anzi, nel momento in cui rilasci la tensione, accade la magia: ti ritrovi nel qui ed ora. In questo spazio, l’attenzione non è più influenzata da giudizi o confronti, ma si trova in un luogo dove non esiste sofferenza o dolore, solo pace, equilibrio e felicità. Questa è la mia riflessione su come possiamo scegliere di percepire la nostra realtà!








